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Esperanto: cos’è

LA STORIA IN BREVE

L’Esperanto è una lingua pianificata sviluppata tra il 1872 e il 1887 dall’oftalmologo polacco di origini ebraiche Ludwik Lejzer Zamenhof, ed è di gran lunga la più conosciuta e utilizzata tra le lingue ausiliarie internazionali (LAI). Presentata nel Primo Libro (Unua Libro – Varsavia, 1887) come Lingvo Internacia (“lingua internazionale”). Prese in seguito il nome Esperanto (“colui che spera”, “sperante”) dallo pseudonimo di Doktoro Esperanto, utilizzato dal suo creatore.

Scopo di questa lingua è quello di far dialogare i diversi popoli cercando di creare tra di essi comprensione e pace con una seconda lingua semplice ma espressiva, appartenente all’umanità e non a un popolo. Un effetto di ciò sarebbe in teoria quello di proteggere gli idiomi “minori”, altrimenti condannati all’estinzione dalla forza delle lingue delle nazioni più forti.

[Fonte: Wikipedia]

 


UNA LINGUA  GIUSTA PER UNA GIUSTA POLITICA.

Il movimento per la lingua internazionale esperanto propone tre linee di condotta.

Tali linee rendono possibile un vero plurilinguismo ed un approccio alla diversità culturale per tutti gli europei:

1.  La diversità delle culture non deve soffrire per le barriere linguistiche. L’esperanto è una lingua di cultura, ma è anche una lingua che permette un approccio contemporaneo a tutte le culture.
2. Gli europei non siano privati della possibilita’ di comunicare internazionalmente. E’ evidente il bisogno di una lingua ponte in un’ Europa che presto avra’ 23 lingue ufficiali. Tutti i cittadini dell’Unione Europea dovrebbero avere la possibilità di studiare l’esperanto, una lingua acquisibile pienamente da tutti ed apprendibile dieci volte più rapidamente dell’inglese.
3. Un vero plurilinguismo è possibile. La promozione della diversità linguistica non deve essere limitata allo studio di due lingue straniere di cui una sia obbligatoriamente l’inglese. La prima lingua straniera studiata è utile anche come  modello per le lingue straniere che si studieranno successivamente. In questo ruolo di lingua di transizione, le qualità dell’esperanto sono riconosciute. La sua rapidità di apprendimento e la sua regolarità rendono possibile affrontare senza timore le altre lingue ed impararle più rapidamente.